sepino nel 1856

Sepino Medievale

Le notizie su Saepinum, dopo il crollo dell’impero romano sono molto frammentarie, probabilmente a riprova del fatto che l’area fu progressivamente abbandonata, anche se lo spopolamento non si è mai completato del tutto. Alla fine dell’Alto Medioevo, la popolazione abbandonò definitivamente l’ Altilia per fondare, oltre agli altri paesi limitrofi, l’odierna Sepino.

 

Sepino Normanna

In base ai riferimenti storici, si riscontra che nel 1047 il conte Rodolfo, a capo di una schiera di Normanni, occupò la Contea di Boiano. Sepino divenne così una Baronia del ramo cadetto della famiglia dei De Molisio. In seguito la Baronia vede il succedersi di varie famiglie: si ricordano i Di Capua Altavilla, quella dei Carafa Caracciolo, e infine, intorno al 1740, la famiglia Della Leonessa. Succede ai Della Leonessa la famiglia Pignatelli di Monteroduni.

Periodo Longobardo

Un ulteriore abbandono del territorio si verifica come conseguenza della crisi economica successiva alla guerra greco – gotica (535-553 d.C.). L’assetto urbano della città viene recuperato con l’arrivo dei Longobardi: il territorio di Sepino viene annesso al Gastaldato di Boiano, dal duca di Benevento Romualdo, che lo affida ad una colonia di Bulgari. È in questo periodo che la zona prende il nome di Altilia (“Alt”  che vuol dire “vecchio” e “Theil che sta per “parte”). In questo periodo la città riprende vita anche grazie ai finanziamenti che provengono dal monastero benedettino di S. Sofia di Benevento. Questa situazione dura fino al XI secolo, anche se le incursioni dei Saraceni dell’ 882 provocano un ulteriore abbandono dell’area. La maggior parte della gente, preferisce ripararsi in una zona più difendibile; con l’arrivo dei Normanni viene edificato un vero e proprio castello il “Castellum Saepini”. L’abitato era circondato da una cintura muraria a forma quasi ellittica, con quattro porte, munita di torri sulle quali spiccava il castello. Tuttora sono conservate alcune torri e tre porte: la porta Meridionale, la porta Orientale, la porta di Corte o porta Borrelli . Il castello fu distrutto, senza lasciare nessuna traccia, in un disastroso terremoto nel 1805, una delle poche testimonianze e un’antica stampa che raffigura il castello.