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Con l'arrivo dell'inverno, in tutti i paesi molisani, i maiali più sani e "cicciottelli" sono pronti per essere uccisi e mangiati. Si parla della cosiddetta Festa del Maiale. Soprattutto nei decenni passati, quando ogni famiglia aveva almeno un maiale, l'uccisione di questo animale rappresentava una vera e propria festa, durante la quale ci si riuniva, si lavorava, si scherzava e... si mangiava. Tutti i componenti della famiglia, amici, parenti, vicinato erano presi e coinvolti durante questa giornata. La mattina c'era la cosiddetta "FELLATA": fette di pane, fatto in casa, bagnate nella sugna. Si mangiava una parte molto saporita del maiale, "RU DOLCE MORSE", il dolce morso, le cervella, baccalà e patate, peperoni sottaceto, "PEPULLE", peperoni tondi.
Quando si uccideva il maiale non si diceva mai "povera bestia"! Negli ultimi anni questi rituali continuano a sopravvivere, anche se in forme ridotte.
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